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Sommario
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Organizzazione della preparazione fisica
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Le qualità fisiche
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Le tipologie di qualità fisiche
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Quando analizziamo un soggetto "atleta", è evidente
che cerchiamo di definire i campi e i limiti che si possono formare a
livello di comunicazione verbale, spesso si utilizza una terminologia
che può avere delle rappresentazioni differenti tra atleta e insegnante
tecnico.
Nel mondo sportivo esiste
un piacere un po' maligno di mischiare e interpretare le parole. Con un
comportamento del genere si perde coerenza e si favorisce una percezione
molto differenziata delle procedure e dei principi della preparazione.
Per alcuni la preparazione
fisica è un'attività esclusivamente di piacere (culto del fisico e del
benessere psicofisico), per altri è la fase iniziale di apprendimento,
per altri è la fase di transizione tra due periodi (preparazione per una
determinata disciplina sportiva e recupero).
Certo sono tentato di dire
che la preparazione fisica può essere quanto detto in precedenza, ma è
certamente di più. E' innanzitutto un processo integro e permanente,
presente in tutti i momenti e in tutti i periodi dell'allenamento.
I parametri più generici
per rappresentare il concetto di allenamento sono quelli delle riuscite
sportive. Conviene non intervenire direttamente sull'aspetto tecnico -
tattico della disciplina
sportiva dell'atleta, andremmo ad analizzare i parametri specifici.
La preparazione fisica si
preoccupa dello sviluppo che Jurgen Weineck chiama "I fattori
condizionali e coordinativi fisici della prestazione" e che preferisco
sintetizzare in Qualità Fisica.
Questa espressione rende l'idea concreta del raggiungimento del
potenziale fisico di un individuo e del l'utilizzo che vuole farne.
Su questo punto, l'aspetto
psicologico ha un ruolo determinante, e completa efficacemente gli
aspetti bioenergetici, biomeccaniche, che si associano evidentemente al
concetto di Qualità Fisica.
Definizione: La
preparazione fisica è l'insieme organizzato dei processi di allenamento
che mirano allo sviluppo e all'utilizzazione delle qualità fisiche dello
sportivo.
Organizzazione della Preparazione Fisica
Nella maggior parte degli
sport la programmazione utilizzata è la seguente:
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Periodo preparatorio
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Periodo precompetitivo o specifico
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Periodo competitivo
A ognuno di questi periodi
corrisponderà un'orientazione di allenamento adattato, che sono
classificati come segue:
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La preparazione
fisica generalizzata (PFG): mirata allo sviluppo muscolare ma
soprattutto all’armonizzazione delle diverse qualità fisiche (lavorare
sui punti deboli per esempio). Questa preparazione sarà pianificata
essenzialmente all'inizio del periodo dell'allenamento.
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La preparazione
fisica ausiliaria (PFA): mirata allo sviluppo delle qualità fisiche
necessarie per la propria attività sportiva, sarà necessario uno studio
tecnico-dattico per ricercare le caratteristiche individuali
dell'atleta. Quindi si lavorerà soprattutto sui punti di forza
dell'atleta. Questo periodo sarà fondamentale nel periodo
precompetitivo.
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La preparazione
fisica specifica (PFS): dedicata interamente alle esigenze
competitive della specialità sportiva praticata, è mirata allo stato di
forma dell'atleta detto “la condizione fisica assoluta”, caratterizzata
dall'armonizzazione di tutti i fattori che condizionano i risultati
finali. Tra questi, i fattori psicologici hanno un'importanza
determinante. Questa fase sarà essenziale durante
il periodo competitivo.
Gli stati della preparazione fisica
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Orientamento della preparazione fisica
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Periodo elettivo (adattato)
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Obiettivo ricercato
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Generale
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Preparatorio
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Sviluppo e armonizzazione delle diverse qualità fisiche. Lavorare
sui i punti deboli
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Ausiliare
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Precompetitivo (specifico)
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Sviluppo delle qualità fisiche in rapporto diretto con l'attività.
In funzione delle scelte tecniche- tattico. Lavorare sui punti forti
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Specifico
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Competitivo
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Armonizzazione di tutti i fattori determinanti per i risultati.
Ricerca dello stato di condizione fisica assoluto
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Il personale tecnico non
deve per forza avere una conoscenza tecnica approfondita dell'attività
del proprio atleta. Però deve effettuare un'analisi precisa, per trarne
le esigenze fisiologiche e psicologiche. L'elaborazione iniziale del
piano di allenamento sarà centrato sull'atleta e non sulla attività
sportiva praticata.
Le qualità fisiche
Possedere un'ottima
qualità fisica, significa essere dotati di un potenziale governato da un
insieme di parametri fisiologici e psicologici.
Un'atleta può possedere
ottime capacità fisiche, ma può non essere in grado di utilizzarle.
Nell'ambiente sportivo è più importante dire "Questo atleta ha ottenuto
tale prestazione" piuttosto che dire "Questo atleta vale tale
prestazione". Nel primo caso siamo realistici, nell'altro invece siamo
sognatori. Per questo dobbiamo essere sempre realistici e intuire le
potenzialità dell'atleta in funzione delle sue qualità prendendo in
considerazione e lavorando nel modo più globale, senza trascurare le
caratteristiche che ci sembrano marginali.
Per esempio: chi pratica
un'attività sportiva di resistenza avrà come parametro di valutazione
fisiologico il debito massimo di ossigeno
(VO2max).
Certo è un elemento importante da valutare ma la sua determinazione non è
assolutamente sufficiente per pronosticare una riuscita in questo campo.
Le tipologie di qualità fisiche
Numerosi sono stati i
tentativi di identificare, classificare e isolare le diverse tipologie
di qualità fisiche. Purtroppo la tendenza odierna è quella di
moltiplicare a dismisura queste categorie, generando solo confusione e
complicazione durante la fase pratica della pianificazione
dell'allenamento.
Senza mettere
in causa la validità di questi modelli, mi sono orientato verso un
raggruppamento in tre "famiglie" delle qualità fisiche fortemente
dipendenti tra di loro.
In primo luogo è necessario per costruire una
motricità elaborata, sviluppare la facoltà di esprimere le azioni di
intensità massimali, forza e velocità elevata. Le raggruppiamo nelle qualità di potenza.
Per sviluppare una continuità nell'esecuzione di un
movimento dobbiamo lavorare sulle
qualità di resistenza.
Infine è necessario sviluppare in maniera
complementare la facoltà di esprimere una motricità capace di trarre il
massimo profitto delle risorse disponibili,
le qualità di destrezza.
Il preparatore atletico dovrà sviluppare la strategia
migliore basandosi su questi tre
famiglie.
Questi valori cambiano importanza in basa a parametri
esterni o interni dell'atleta:
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Caratteristiche genetiche, morfologiche e bioenergetiche
dell'atleta;
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Caratteristiche tecniche ed energetiche dell'attività;
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Stato di stress (coinvolgimento)
Inizialmente il miglioramento di una qualità fisica
sembra far progredire altre caratteristiche, per esempio allenando la
resistenza si aumenta la destrezza, la forza e la velocità. Superato
questo primo stadio i benefici sembrano non influenzare in modo positivo
le altre qualità.
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