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Determinazione della composizione corporea partendo da massa,volume corporeo e volume residuocurato da Pietro Amato Ciciretti Dalla differenza tra peso in aria e peso
in acqua si deduce il volume corporeo (in L); successivamente si calcola la
densità come rapporto tra massa e volume. La massa è uguale all'indicazione
fornita in kg dalla bilancia in aria. Ora bisogna correggere per il volume
di gas contenuto nel corpo, e cioè il volume contenuto nei polmoni e quello
contenuto nei seni nasali, nell'orecchio medio e nell'addome. Questi ultimi
sono circa 100 mL e possono quindi essere ignorati. Viceversa il volume
residuo è relativamente grande, va misurato con tecnica appropriata e non
può essere ignorato. Esso va sottratto dal volume totale ottenuto con il
metodo dell'immersione. Il volume residuo è leggermente inferiore se
misurato quando il soggetto opera la manovra di massima espirazione in acqua
piuttosto che in aria, presumibilmente la pressione dell'acqua favorisce una
maggior espirazione; tuttavia la differenza è piccola e ininfluente dal
punto di vista del calcolo della massa grassa. Pertanto per il calcolo della
densità occorre dividere la massa per il volume corporeo cui è stato
sottratto il volume residuo. PLICHE CUTANEE E CIRCONFERENZA DI SEGMENTI CORPOREI
Il metodo della pesata in aria e in acqua
è quello più ampiamente usato per giungere alla determinazione indiretta del
volume polmonare, della densità e della composizione corporea. Se non sono
però disponibili le strumentazioni relative, allora si può procedere con
metodiche più semplici. Due di queste, che richiedono un minimo investimento
in attrezzatura, si basano su pliche cutanee e della circonferenza di alcuni
segmenti corporei. Misura dello spessore delle pliche cutanee Il razionale per stimare il grasso
corporeo sulla base dello spessore delle pliche sta nel fatto che esiste una
relazione tra grasso di deposito sottocutaneo e grasso totale. Calibro Sin dal 1930 fu introdotto un
calibro che per la sua foggia a forma di pinza consentiva un'accurata misura
dello spessore delle pliche cutanee. Il calibro per pliche funziona
esattamente come un comune calibro, dispone cioè di una scala graduata che
fornisce la distanza tra le punte del calibro stesso. La tecnica per la
misura della plica consiste nell'afferrare tra pollice e dita una plica
cutanea facendola scorrere sul sottostante piano. Il calibro va applicato
alla base della plica mantenendo una pressione tra le punte del calibro di
10 g. nn-2. Lo spessore della plica, che include ovviamente il doppio dello
strato cutaneo e sottocutaneo, viene letto direttamente sii una scala
graduata in millimetri entro due secondi. Quest'ultimo dettaglio è
importante per evitare un fenomeno di compressione plastica delle punte del
calibro sulla pelle. Zone ove effettuare le misure delle pliche Le zone principalmente usate sono: la
superficie posteriore del braccio (plica tricipitale), la sottoscapolare, la
soprailiaca, l'addominale e la parte alta della coscia. Tutte le misure
vengono effettuate sul lato destro del corpo. Occorre ripetere la
misurazione almeno tre volte e fare la media. Se la tecnica viene usata per
scopi di ricerca scientifica l'operatore deve essere in grado di ripetere la
stessa misura con minime variazioni per la stessa plica nell'arco della
giornata sullo stesso soggetto
Altre pliche sono misurabili sulla parte
mediale, laterale posteriore del polpaccio (nel maschio) e a livello
dell'ascella. in queste sedi però le misure sono più difficili e risultano
meno attendibili. Utilità della plicometria Le misurazioni di spessore delle pliche
forniscono un quadro abbastanza preciso della distribuzione del grasso
corporeo. Vi sono due modi per servirsi della plicometria. Il primo è quello
di sommare i vari spessori: la somma che ne deriva è un indice della massa
grassa. È inoltre possibile valutare la variazione dei singoli spessori e
della loro somma in seguito a programmi dietetici finalizzati alla riduzione
della massa grassa. Le variazioni possono essere espresse in termini
assoluti e percentuali. Ad esempio:
Il secondo modo
per servirsi dei dati di plicometria è quello di usare equazioni che
consentono di predire la densità corporea e la percentuale di massa grassa.
Le equazioni sono specifiche per le razze umane, e sono piuttosto precise
per fornire dati in relazione a sesso, età, condizione fisica, stato di
allenamento. Applicando le equazioni sviluppate per ogni categoria di
soggetti l'errore della stima è dc/ 3-5%, rispetto alla determinazione della
densità in base al metodo della pesata. VARIAZIONI DELLE PLICHE DI GRASSO IN UNA GIOVANE DONNA
DOPO 16 SETTIMANE
Pliche cutanee in funzione dell'età In giovani adulti circa il 50% del grasso
corporeo totale è sottocutaneo, il resto è grasso distribuito profondamente
nell'organismo e negli organi parenchimatosi. Con l'avanzare nell'età
aumenta la percentuale di grasso disposta profondamente rispetto al grasso
sottocutanee. Pertanto, a parità di spessore delle
pliche sottocutanee, le equazioni forniscono una maggior concentrazione di
grasso corporeo. Per questo motivo occorre servirsi di equazioni che tengono
conto di correzioni in funzione dell'età, questo sia per la plicometria sia
per la misura di circonferenze di segmenti corporei volendo procedere alla
determinazione del grasso corporeo in soggetti. Alcune precauzioni Malgrado la tecnica della plicometria sia
di ampio uso nel contesto medico, bisogna dire che il principale problema è
legato alla capacità dell'operatore di effettuare i rilevamenti in modo
corretto. Poi esistono anche condizioni particolari che rendono difficile il
rilevamento. Ad esempio, in soggetti particolarmente obesi, lo spessore
delle pliche spesso eccede la massima estensione del calibro. Anche il tipo
di calibro può introdurre un errore di misura. In un certo senso diventa
difficile paragonare i dati raccolti dai diversi ricercatori in quanto non è
controllabile la precisa tecnica di rilevamento e non esistono standard di
riferimento. Pertanto, un'equazione predittivi che funziona molto bene per
chi l'ha sviluppata può viceversa portare a errori del 200% in altre
maniere. Si può ricorrere a una formula che
considera anche dati antropometrici e che, malgrado alcune limitazioni, ha
però validità più generale. questo approccio consente una forte
caratterizzazione in relazione a sesso, età, tipo di attività fisica. Si
consideri ad esempio una popolazione di giovani maschi sedentari di altezza
18.42 dm, massa 72.16 kg, somma delle pliche 67.3 mm e % di grasso = 15.3.
La costante k(sf) si calcola come: 67.3 k(sf) - 31/3.9175 x 15.3 = 0.741 ove
tutti i dati che compaiono nell'equazione si riferiscono ai valori medi
della popolazione. Facciamo ora il caso di un individuo che
appartiene alla popolazione in studio, ad esempio soggetti giovani e
sedei-:, tari con k(sf) = 0.741; il soggetto ha massa di 74 kg, altezza,
17.52 dm e 2: pliche = 57.5 mm. In questo caso il calcolo,, della
percentuale di grasso corporeo fornisce un valore di 12.6%. Misure di circonferenza In questo caso si usa un semplice metro
da sarti senza coni- primere i tessuti. Bisogna evitare di comprimere i
tessuti altrimenti si sottostima la circonferenza. La misura va ripetuta due
volte e si prende il valore medio. La Figura 28.8 pre-~' senta i siti
anatomici ove si effettuano le misure di circonferenza.
Sono state sviluppate varie equazioni in funzione di sesso ed età. Le
equazioni sono valide nell'ambito della popolazione per la quale sono
state sviluppate, inoltre possono comportare errori se applicate a
soggetti di corporatura molto esile o eccessivamente grassi, oppure a
soggetti che si dedicano da lungo tempo a sport di resistenza o di
potenza.
Tratto da Fisiologia applicata allo sport di William D. McArdle -Franck I. Katch - Victor L. Katch Programmi di allenamento personalizzati - SAPServizio offerto dall'Associazione Sportiva di Cultura Fisica Discobolo attraverso il sito www.discobolo.it
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